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La storia di Altamura a Fumetti, Vol. 1

La storia di Altamura a fumetti ha la grande ambizione di rappresentare uno strumento alternativo di conoscenza della storia locale, ambizioso perchè è rivolto a tutti, grandi e piccini, altamurani e non, turisti e semplici visitatori. Una originale e inedita prospettiva sulla storia locale, in versione Padre Peppe, da versare nel cicchetto e bere tutto d'un fiato. ... Ogni volume racconta due episodi della storia altamurana che, rispettando un ordine cronologico, parte dai Dinosauri e si conclude tra le masserie del Garagnone, sotto il caldo estivo dei primi del '900.

Un'avventura disegnata che porterà il lettore a rivivere i momenti salienti del grande passato della città murgiana, attraverso una lunga ed immaginaria linea del tempo. Il 1° volume dell'opera racconta due episodi, I Dinosauri e L'uomo di Altamura.

Contenuto: Episodio 1 & 2 -
I dinosauri, L'uomo di Altamura

Brossura: 76 pagine, b/n

Autori: Antonio Ferrante, Giovanni Matteo
Copertina: Giovanni Matteo

Editore: LAB edizioni
Collana: Storia A Fumetti

ISBN: 978-88-97796-00-8

€ 10,00

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Da sapere ...

È davvero un uomo lo scheletro rinvenuto il 7 ottobre del '93 nella grotta di Lamalunga ad Altamura. Non solo. La scoperta sensazionale emersa dagli studi affidati a specialisti di livello internazionale dalla Direzione regionale dei Beni culturali, consente di identificarlo come Uomo di Neanderthal. Ha vissuto fra i 60 e i 40 mila anni fa, aveva i capelli rossi e la carnagione chiara, un'altezza intorno al metro e sessanta, corporatura robusta. Lo scheletro ha "parlato" grazie all'esame del Dna, effettuato su una porzione di scapola prelevata in condizioni di massima sterilità nel suo giaciglio a dieci metri di profondità.

E così la Puglia si trova ad avere fra i suoi tesori uno degli scheletri più integri e meglio conservati di quell'età in tutto il mondo. «Uno dei pochi a livello internazionale - precisa il direttore dei Beni culturali, Ruggero Martines - di cui esista la mappatura genetica, considerato che di "pezzi" di Neanderthal censiti in tutta Europa ne esistono meno di trenta. Come tutti i neandertaliani, anche l'Uomo di Altamura era un predatore e viveva di caccia. Ma proprio la caccia l'ha tradito. Inseguiva una preda, forse un bovinide o una iena, probabilmente era buio: così non si è accorto dell'inghiottitoio, uno dei tanti nelle zone carsiche, ed è precipitato nella caverna, senza riuscire a risalire. Nessuno può dire quanto lunga sia stata la sua agonia, ma si può supporre che l'ambiente umido abbia reso veloce il processo di decomposizione. Per migliaia di anni, l'uomo è rimasto lì, l'acqua ha sommerso lo scheletro, e l'alabastro l'ha ricamato di concrezioni a cavolfiore simili a merletti.

Il reperto dunque ha raccontato una parte della sua storia agli specialisti che l'hanno esaminato: David Caramelli del Dipartimento di Biologia evoluzionistica dell'Università di Firenze, Silvano Agostini del Servizio geologico e paleontologico della Soprintendenza archeologica dell'Abruzzo, Giorgio Manzi del Museo di antropologia della Sapienza di Roma, Marcello Piperno della facoltà di Lettere dello stesso ateneo, Guido Biscontin del Dipartimento di Scienze ambientali dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Ma la vicenda dell'Uomo di Neanderthal potrebbe riservare ancora molte sorprese con lo studio del cranio e della mandibola. «Con le tecniche del virtuale - conclude Martines - vogliamo mostrare presto al pubblico la storia del nostro progenitore».

Di Titti Tummino
(Tratto da La Repubblica - 29 giugno 2010)